Dicembre un po' balordo. Bene la seconda settimana, fino alla neve. Benino anche a Salisburgo, durante le ferie, con qualche difficoltà sulla neve. Poi viene la settimana della pioggia e per 5 giorni mi addormento vittima di una crisi motivazionale di rara forza. Mi risveglio venerdì 25 dicembre. - Ricordati di santificare le feste- diceva un tale. E cosa c'è di meglio di una corsa esplorativa sulle rive dell'Isonzo inferocito? La situazione è grave. Un bambino fuori casa chiama il papà sull'argina "Papà, dobbiamo andare, l'acqua in casa sta salendo." Devo tornare indietro perché la strada è allagata e c'è gente sotto fino al ginocchio. Dello stesso tenore le mie gambe. Male. Arranco per 14 km poco più, con 5 allunghi finali che fanno male. E' uno di quei giorni in cui la strada non scorre sotto i piedi.
Sabato 26 corrida di Santo Stefano, Gradisca. La gara si tiene perché l'argine ha resistito e il fiume ha riabbassato la testa. Mi hanno raggiunto Pier, Eva, Elisa, Michele e due loro amiche/fidanzate finlandesi. Riscaldamento discreto con qualche allungo. Mi rendo conto di essermi vestito troopo, ma quando sono sceso dalla macchina facevano 3°. Oranizzazione Ballaben: petardo e via, strade non chiuse al traffico. Non ci sono i km segnati. Parto e arrivo a sensazione. Le gambe non sono brillanti ma il fiato regge. Corro i primi km con un po' di gente che va come me. Stimo sui 4'/km. Mi passa uno pesantissimo e un po' se ne va, poi resta lì, 10-15 metri avanti, e mi chiedo come faccia, che peserà 90 chili. Vento contro, ma so che dopo il 4° km si gira. Ed infatti col vento in poppa guadagno qualcosa su 4-5 che sono lì davanti. Verso il 6° km il grosso schianta. Lo passo che c'ha il fiatone che neanche alla fine del giro di Farra. Tengo d'occhio Pier, che mi da 150 metri al 6°. Metto il mirino su di lui e mi impegno, ma non è che faccia la differenza. Guadagno poco su quelli intorno, ma non vado via a nessuno. Ne passo un 3-4 ma poca roba. Verso l'ottavo Pier è più vicino, ma non abbastanza. Poi mi dirà che negli ultimi 2 km ha sentito le gambe meglio e che è andato via in progressione. A 200 metri dall'arrivo riesco a cambiare marcia, ma è per finta. Uno ne passo, un altro mi passa. Potrei ancora mettere la testa avanti, ma chissensfrega, per il 40° posto! Alla fine 9.2 km in 36'40'', media di 4'00'' con Pier davanti di 25'', irrecuperabili, almeno per come sto adesso. 41° assoluto. Solita mediocrità. Ho rivisto quello di Mariano ma era provato. Non ho avuto il coraggio di fermarlo. Ho l'impressione che siamo arrivati insieme anche 'sto colpo. Intanto le classifiche latitano.
Tutto sommato in proiezione avrei corso i 10000 in 40' netti, cosa che fino a poco tempo fa mi sognavo.
Arriva domenica 27, oggi, lavoro dalle 9 alle 20. Stavolta lo faccio. Ci vado di corsa. 13 km, stamattina in 59'. Adesso recupero e tra 2 ore torno a casa, a ritmo CLR, 5'00-5'10'' non di più, che già le gambe tremano.
A proposito dei miei amori
«Amo correre, è una cosa che puoi fare contando sulle tue sole forze. Sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni.»
Jesse Owens
Jesse Owens
domenica 27 dicembre 2009
mercoledì 9 dicembre 2009
A non poter più correre...

Dubbi non ce ne sono, c'è poco da menarsela con le diagnosi differenziali. Ho una sacro ileite, e non dipende dalla corsa. E' una malattia autoimmune, non delle peggiori, ma stronza. Va e viene senza che tu faccia qualcosa per chiamartela. Da un mese mi portavo dietro un fastidioso mal di schiena, che si accentuava dopo la corsa. Era divenuto così intenso da impedirmi di fare stretching per la schiena e per gli ischio-crurali. E' iniziata come una "banale" lombosciatalgia, ma poi il dolore si è localizzato proprio lì, sull'articolazione. Quando ho realizzato mi è venuto lo sconforto. L'altra notte ho perso un paio d'ore in intenet a cercare una motivazione per preferire il nuoto al running... e mi ero già quasi convinto! Adesso l'antiinfiammatorio comincia a funzionare e una buona tastata di mio fratello ieri sera mi ha fatto capire due cose: che ho davvero anche una componente di sciatalgia, probabilmente sostenuta da una contrattura della muscolatura lombare che mi ha fatto cainare quando Mauro l'ha toccata. E che la situazione si è già abbastanza cronicizzata da ridurre già il trofismo del gluteo sinistro.
Ieri mattina avevo in programma un LL di 22 km. Sveglia alle 9 dopo le ore piccole con Max, Elo ed Ema. La pioggia inondava il tetto e la motivazione era sotto i talloni. Mi sono rigirato nel letto e ho mandato a cagare il fato avverso. Raramente mi sono lasciato scoraggiare dalla pioggia... è che non era solo la pioggia... Stamattina invece, giornata splendida. E allora il fato avverso l'ho mandato veramente in culo e sono partito. La prima ora in controllo, credo di non aver corso sotto i 4'45'', comodo. Poi dopo Cormòns mi sono buttato in una strada sconosciuta. Qualche sù e giù, ma poca roba, fatti però spingendo conla chiappa sinistra, giusto per svegliarla dal torpore. Non ho più guardato il cronometro e mi sono goduto il paesaggio. Ho spinto un po' di più per altri 50' con gli ultimi 3 km in progressione: 4'25''-4'18''-4'??'' (vicino ai 4 netti). Stasera sul google pedometer ho misurato la distanza: 24 km in 111': media 4'37'' abbondanti. E la schiena mi fa meno male del solito. Buone sensazioni (e vorrei vedere... dopo tre giorni di riposo!).
Credo che ogni tanto faccia bene temere di non poter più correre. Ti fa reinnamorare di questo sport e della fatica che comporta.
Domani vado da Mauro a farmi aggiustare la muscolatura. Il Celebrex farà il resto. Prima di tutto però vado a elemosinare una RMN dall'amico radiologo. Poi la prossima settimana faccio i prelievi. Poi, per altre terapia... vedremo. Adesso non ci penso.
Continuerò a correre e nei momenti di acuzie infiammatoria mi dedicherò un po' al nuoto. I dorsali ringrazieranno e chissà che anche la Pimpi non apprezzi il nuovo "modello estetico" non solo puro runner.
venerdì 4 dicembre 2009
Ancora fermo
Sì ma non è colpa mia stavolta!
Dopo la gara di domenica mi sentivo bene. Innanzitutto ero stupito del piazzamento (uno come me che è abituato ad arrivare "nella massa" non si abitua alla strada libera davanti a sè). Come mi aspettavo non ho avuto dolori alle gambe nel pomeriggio perché lo sforzo è stato piuttosto breve anche se intenso. L'acido lattico mi ha inondato i muscoli, ma non c'è stato il tempo di provocare danni alle fibre muscolari. L'ottimismo si è un po' smorzato dopo il confronto con la Pimpi che mi ripete continuamente (a ragione) che ho una corsa elegante, sì, ma poco potente. E' vero. Dalle foto si vede benissimo che ho una carenza nella spinta dei piedi e mi sembra che quando sono stanco la spinta si disperda un po' troppo verso l'alto piuttosto che verso l'avanti. Insomma, tutto sommato ero contento. Considero quei 7400 mt a 3'58'' come un test (e visto il percorso stimo che avrei potuto correre i 5000 mt a 3'55''-3'56'') che mi dà, come velocità di riferimento per la preparazione della prossima maratonina, 4'10''/km.
Stasera sono andato a vedermi podisti.net
http://www.podisti.net/index.php?option=com_content&view=article&id=3834:farra-disonzo-go-4d-giro-podistico-di-farra-disonzo&catid=39:primapagina&Itemid=97
e nella sezione FVG c'è un piccolo articolo sulla gara di domenica. Per la prima volta compaio in una classifica... come Dario Turchetto! Nono maschio, undicesimo assoluto. Sono andato a cercare i nomi dei due runner che mi hanno preceduto a Farra nella classifica della 32 cippi di Gradisca. Uno dei due è quello con la maglietta blu (o è Poiana o è Codermazzi). Ebbene se è Poiana a Gradisca mi ha dato più di 4' e mezzo, se è Codermazzi mi ha dato 3'. Entrambi corrono per una società di Mariano e quindi prima o poi maglietta blu lo fermo e mi presento e gli dico "cazzo, ogni volta mi dai carne... bravo! Ma tu sei Poiana o Codermazzi?" rispettivamente 19'' da uno e 13'' dall'altro. Ne deduco senza dubbio che la mia prestazione a Gradisca ha risentito di una scarsa resa in salita e che in pianura valgo sempre meno ma non tanto meno.
Lunedì mattina, pronto per iniziare le otto settimane di preparazione per la Maratonina di Medea, mi spunta una gnàgnara niente male. Naso chiuso, mucose che bruciano, occhi gonfi, in giornata male alle ossa. La notte brividi e poi sudo e dormo solo dopo la tachipirina. Martedì non sto meglio ma azzardo un'uscita di esercizi a corpo libero con gli amici di Ruda. Al ritorno non riesco neanche a stare al passo del defaticamento perché mi sembra che la milza mi stia scoppiando. Sono a pezzi. Martedì notte ancora male, mercoledì maluccio, nel pomeriggio ancora ossa rotte. Poi stanotte ancora un po' di freddo, orecchie chiuse. Mi drogo di TachifluDEC, che fa solo quello per cui è stato inventato: ti fa stare meglio 3 ore e poi ripiombi nell'abisso della rinofaringite virale. Dal naso escono forme di vita giallastre, tenaci ed informi. Poi arriva l'epistassi (come se ne sentissi la necessità). Oggi forse sono fuori dal tunnel e chiaramente le ferie sono finite. Stanotte si torna al lavoro. Non ho praticamente neanche buttato lo sguardo sul programma della settimana perché non voglio vedere cosa mi toccherà recuperare (cosa che tra l'altro non riuscirò a fare perchè il programma è già densissimo). Credo che proseguirò con il programma della settimana prossima e posticiperò o salterò il test di domenica (5x2000 da correre ampiamente sotto il RG). Il test lo farò quando starò un po' meglio. Non credo comunque che il RG si discosterà molto dal 4'10'' stabilito domenica.
Unica consolazione: è meglio farsi la gnègnara adesso che fra un mese, quando non hai più il tempo per recuperare. E comunque la mezza di gennaio (Medea o chi per lei) è a sua volta propedeutica alla preparazione di una maratona primaverile. PB? A Medea non vale... tutti dicono sia "cortina".
Dopo la gara di domenica mi sentivo bene. Innanzitutto ero stupito del piazzamento (uno come me che è abituato ad arrivare "nella massa" non si abitua alla strada libera davanti a sè). Come mi aspettavo non ho avuto dolori alle gambe nel pomeriggio perché lo sforzo è stato piuttosto breve anche se intenso. L'acido lattico mi ha inondato i muscoli, ma non c'è stato il tempo di provocare danni alle fibre muscolari. L'ottimismo si è un po' smorzato dopo il confronto con la Pimpi che mi ripete continuamente (a ragione) che ho una corsa elegante, sì, ma poco potente. E' vero. Dalle foto si vede benissimo che ho una carenza nella spinta dei piedi e mi sembra che quando sono stanco la spinta si disperda un po' troppo verso l'alto piuttosto che verso l'avanti. Insomma, tutto sommato ero contento. Considero quei 7400 mt a 3'58'' come un test (e visto il percorso stimo che avrei potuto correre i 5000 mt a 3'55''-3'56'') che mi dà, come velocità di riferimento per la preparazione della prossima maratonina, 4'10''/km.
Stasera sono andato a vedermi podisti.net
http://www.podisti.net/index.php?option=com_content&view=article&id=3834:farra-disonzo-go-4d-giro-podistico-di-farra-disonzo&catid=39:primapagina&Itemid=97
e nella sezione FVG c'è un piccolo articolo sulla gara di domenica. Per la prima volta compaio in una classifica... come Dario Turchetto! Nono maschio, undicesimo assoluto. Sono andato a cercare i nomi dei due runner che mi hanno preceduto a Farra nella classifica della 32 cippi di Gradisca. Uno dei due è quello con la maglietta blu (o è Poiana o è Codermazzi). Ebbene se è Poiana a Gradisca mi ha dato più di 4' e mezzo, se è Codermazzi mi ha dato 3'. Entrambi corrono per una società di Mariano e quindi prima o poi maglietta blu lo fermo e mi presento e gli dico "cazzo, ogni volta mi dai carne... bravo! Ma tu sei Poiana o Codermazzi?" rispettivamente 19'' da uno e 13'' dall'altro. Ne deduco senza dubbio che la mia prestazione a Gradisca ha risentito di una scarsa resa in salita e che in pianura valgo sempre meno ma non tanto meno.
Lunedì mattina, pronto per iniziare le otto settimane di preparazione per la Maratonina di Medea, mi spunta una gnàgnara niente male. Naso chiuso, mucose che bruciano, occhi gonfi, in giornata male alle ossa. La notte brividi e poi sudo e dormo solo dopo la tachipirina. Martedì non sto meglio ma azzardo un'uscita di esercizi a corpo libero con gli amici di Ruda. Al ritorno non riesco neanche a stare al passo del defaticamento perché mi sembra che la milza mi stia scoppiando. Sono a pezzi. Martedì notte ancora male, mercoledì maluccio, nel pomeriggio ancora ossa rotte. Poi stanotte ancora un po' di freddo, orecchie chiuse. Mi drogo di TachifluDEC, che fa solo quello per cui è stato inventato: ti fa stare meglio 3 ore e poi ripiombi nell'abisso della rinofaringite virale. Dal naso escono forme di vita giallastre, tenaci ed informi. Poi arriva l'epistassi (come se ne sentissi la necessità). Oggi forse sono fuori dal tunnel e chiaramente le ferie sono finite. Stanotte si torna al lavoro. Non ho praticamente neanche buttato lo sguardo sul programma della settimana perché non voglio vedere cosa mi toccherà recuperare (cosa che tra l'altro non riuscirò a fare perchè il programma è già densissimo). Credo che proseguirò con il programma della settimana prossima e posticiperò o salterò il test di domenica (5x2000 da correre ampiamente sotto il RG). Il test lo farò quando starò un po' meglio. Non credo comunque che il RG si discosterà molto dal 4'10'' stabilito domenica.
Unica consolazione: è meglio farsi la gnègnara adesso che fra un mese, quando non hai più il tempo per recuperare. E comunque la mezza di gennaio (Medea o chi per lei) è a sua volta propedeutica alla preparazione di una maratona primaverile. PB? A Medea non vale... tutti dicono sia "cortina".
domenica 29 novembre 2009
Farra, 29 novembre 2009
7400 metri, 4 giri da 1850, 24 curve, 4 brevi salite.
Com'è andata.
Partenza cauta, senza correre dietro al gruppetto dei primi che viaggia sui 3'45'' al km. Mi metto su un ritmo che mi sembra essere attorno ai 4'00'' al km. Il primo giro se ne va in 7'26'' (4'03''/km). Sono tranquillo, non sto lì a menarmela perché sono in ritardo di 5 secondi. Secondo giro sulla stessa andatura: 7'23'', una fotocopia del primo. Ho recuperato un paio di posizioni su persone partite troppo forte e già scoppiate. Subito dopo la conclusione del giro mi affianca un runner che non voglio seguire, viaggia almeno 5''/km più velocemente di me, e mi sembra di non dover esagerare. Terzo giro chiuso in 7'19'', ma schiaccio senza guardare il quadrante: ormai quel che è fatto è fatto. Intravvedo un runner con la maglia blu che vedo a tutte le corse qui in giro e che secondo me va più o meno come me. Aggiusto il mirino su di lui. Per il primo km dell'ultimo giro mi avvicino abbastanza decisamente. Sul penultimo rettilineo in falsopiano mi rendo conto che sto per doppiare Nicola, Simone e Edoardo. Ce la metto tutta, li supero con passo spento e respiro pesantissimo. Mi assale la nausea. Sono proprio al limite. Dopo il sorpasso la strada torna pianeggiante e recupero qualcosa. Ultima curva. Il runner con la maglia blu ha trovato qualche energia residua e ormai non lo prenderò più. Dopo la fine della corsa incontro alla macchina un runner (primo degli M40) che mi dice che l'ho superato sull'ultimo rettilineo: non me ne sono neanche reso conto! Ultimo giro in 7'08'' per un tempo totale di 29'15'', 11° posto assoluto e media attorno ai 3'58''/km. Obiettivo di minima ampiamente superato ma netta incapacità di progressione e di cambio di passo. Forse a causa del percorso mosso, forse a causa della necesstià di lavorare ancora un po' per recuperare uno stato di forma decente. Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più. Ma non credo che avrei potuto farlo.
Bravi Nicola e Simone, che hanno chiuso in 40'03'', ottimo Edoardo, sotto i 39'.
Com'è andata.
Partenza cauta, senza correre dietro al gruppetto dei primi che viaggia sui 3'45'' al km. Mi metto su un ritmo che mi sembra essere attorno ai 4'00'' al km. Il primo giro se ne va in 7'26'' (4'03''/km). Sono tranquillo, non sto lì a menarmela perché sono in ritardo di 5 secondi. Secondo giro sulla stessa andatura: 7'23'', una fotocopia del primo. Ho recuperato un paio di posizioni su persone partite troppo forte e già scoppiate. Subito dopo la conclusione del giro mi affianca un runner che non voglio seguire, viaggia almeno 5''/km più velocemente di me, e mi sembra di non dover esagerare. Terzo giro chiuso in 7'19'', ma schiaccio senza guardare il quadrante: ormai quel che è fatto è fatto. Intravvedo un runner con la maglia blu che vedo a tutte le corse qui in giro e che secondo me va più o meno come me. Aggiusto il mirino su di lui. Per il primo km dell'ultimo giro mi avvicino abbastanza decisamente. Sul penultimo rettilineo in falsopiano mi rendo conto che sto per doppiare Nicola, Simone e Edoardo. Ce la metto tutta, li supero con passo spento e respiro pesantissimo. Mi assale la nausea. Sono proprio al limite. Dopo il sorpasso la strada torna pianeggiante e recupero qualcosa. Ultima curva. Il runner con la maglia blu ha trovato qualche energia residua e ormai non lo prenderò più. Dopo la fine della corsa incontro alla macchina un runner (primo degli M40) che mi dice che l'ho superato sull'ultimo rettilineo: non me ne sono neanche reso conto! Ultimo giro in 7'08'' per un tempo totale di 29'15'', 11° posto assoluto e media attorno ai 3'58''/km. Obiettivo di minima ampiamente superato ma netta incapacità di progressione e di cambio di passo. Forse a causa del percorso mosso, forse a causa della necesstià di lavorare ancora un po' per recuperare uno stato di forma decente. Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più. Ma non credo che avrei potuto farlo.
Bravi Nicola e Simone, che hanno chiuso in 40'03'', ottimo Edoardo, sotto i 39'.
martedì 24 novembre 2009
Finalmente lungo
L'infortunio dura molto di più nella testa che nel punto in cui si è verificato. Dopo tre settimane di ripresa degli allenamenti mi accorgo che, solo ora, ho smesso di correre tenendo sempre "un orecchio" al mio ginocchio destro. Mi sento ancora sotto esame ed ogni volta che affronto un allenamento "nuovo" (cioè mai effettuato dopo la guarigione) mi domando se non sarà questo a far tornare il disturbo. Le scarpe le ho cambiate, ma l'impressione che la causa di tutto sia stato un sovraccarico non mi rende tranquillo. In realtà attualmente mi sto tenendo su chilometraggi abbastanza ridotti (50 alla settimana) e addirittura la scorsa ne ho corsi solo una quarantina. Ieri, lunedì, ho recuperato il lungo che avevo in programma. L'intenzione era correre un ventina di km a 4'45'', per un totale di 1 ora e 35' di permanenza sulle gambe (ho già svolto alcuni allenamenti sull'ora e 15 la settimana precedente). Visto il calo di efficienza correlato allo stop prolungato, sapevo che anche 20 km non sarebbero stati una passeggiata. Sono partito perciò cauto, senza GPS (che peraltro non funziona), con la sola possibilità di misurare l'andatura al 3° e 4° km, che si è rivelata corretta. Poi campagna e qualche breve tratto di sterrato con 5-6 cavalcavia. Dopo il 15° km mi sono rimesso sulla strada precedentemente percorsa, rilevando che stavo correndo a 4'30'' al km. Visto le discrete sensazioni (anche se il fiato mi diceva che l'andatura era più vicina a quella di una CLS che a quella di un CL) ho voluto percorrere i rimanenti 5 km alla stessa velocità, per poi provare 1 km "a tutta", giusto per vedere se ne avevo ancora. Ne è venuto fuori un 1000 finale a 3'43'' (anche troppo!) che mi conferma che, andando avanti, posso strutturare le uscite sopra i 20 km come segue: metà km a 4'45'', metà a 4'35'' con un ultimo km a 4'00''.
Domenica correrò il primo vero test del dopo infortunio: 7400 mt su un circuito di 1850 da ripetere 4 volte in una manifestazione che si corre proprio sotto casa mia. Il percorso contiene due minime asperità e tre curve secche che lo rendono non proprio scorrevolissimo. L'intenzione è di correre i primi due giri a 4'00'' al km (14'40'', 7'20'' a giro), poi accelerare lievemente al terzo giro (7'10'') e poi dare tutto nel finale, chiudendo attorno ai 29'. Questo è il programma "ideale", mentre l'obiettivo minimo è chiudere sotto i 29'40''.
Attualmente sto lavorando sulla forza (esercizi a corpo libero) e sulla capacità anaerobica, che dovrebbe essere una grandezza utile per la gara di domenica (anche se il picco di massima forma anaerobica dovebbe arrivare tra un paio di settimane). Il poco tempo mi impedisce di lavorare sulle salite brevi, che sto trascurando da luglio. Al loro posto faccio appunto esercizi a corpo libero.
Domenica correrò il primo vero test del dopo infortunio: 7400 mt su un circuito di 1850 da ripetere 4 volte in una manifestazione che si corre proprio sotto casa mia. Il percorso contiene due minime asperità e tre curve secche che lo rendono non proprio scorrevolissimo. L'intenzione è di correre i primi due giri a 4'00'' al km (14'40'', 7'20'' a giro), poi accelerare lievemente al terzo giro (7'10'') e poi dare tutto nel finale, chiudendo attorno ai 29'. Questo è il programma "ideale", mentre l'obiettivo minimo è chiudere sotto i 29'40''.
Attualmente sto lavorando sulla forza (esercizi a corpo libero) e sulla capacità anaerobica, che dovrebbe essere una grandezza utile per la gara di domenica (anche se il picco di massima forma anaerobica dovebbe arrivare tra un paio di settimane). Il poco tempo mi impedisce di lavorare sulle salite brevi, che sto trascurando da luglio. Al loro posto faccio appunto esercizi a corpo libero.
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