A proposito dei miei amori

«Amo correre, è una cosa che puoi fare contando sulle tue sole forze. Sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni.»

Jesse Owens

lunedì 26 marzo 2012

E poi dicono che la corsa è uno sport solitario

Che poi mi sono sempre fatto un vanto del fatto che non ho necessità di avere un compagno di allenamenti per trovare la motivazione di uscire anche quando non ho voglia. Sono un podista che subisce il fascino dell'alba, della strada senza auto, dei fagiani e delle lepri che liberamente pascolano nei campi indisturbati. Oramai da qualche settimana non uso più la pila frontale per uscire pochi minuti prima delle sei e da alcune mattine non è più possibile correre nel magico silenzio invernale. Il cinguettio dei passeri è interrotto dal verso stridulo del fagiano, là, in mezzo a quel prato, seguito dalle due immancabili femmine dal colore meno appariscente. Al margine del fosso, controluce, si intravedono due lunghe orecchie. Poco dopo le vedo partire, sobbalzando sul capo di una lepre che sembra, col suo passo potente ed elegante, deridere la mia andatura goffa e poco efficiente. E poi i gatti che rientrano a casa quatti quatti, dopo una nottata di scorribande, numerosi rapaci che, dall'alto dagli alberi o dei tralicci delle linee elettriche, controllano l'area circostante in cerca di prede. Qualche volta calpesto le noci che i corvi dall'alto lasciano cadere sull'asfalto per romperne i guscio e gustarne il contenuto.
Quando ci siamo trasferiti da Treiste a Farra, io e Laura, stupiti dai tanti animali selavatici incontrati, abbiamo cominciato a conteggiarne gli avvistamenti. Il loro "peso" era diversificato: lepri e fagiani: 1 punto, volpi 2 punti, cuccioli 2 punti. Dopo qualche mese però abbiamo interrotto la sfida per "eccesso di superiorità" da parte mia, che passo molto più tempo all'aperto di lei. Continuamo però a raccontarci gli avvistamenti più inusuali.
Stamattina, per la concomitanza di intenso impegno lavorativo, una cena protratta fino a tardi ed il passaggio all'ora legale, sono uscito alle sette e un quarto. Sulla strada per San Lorenzo Isontino, ad una cinquantina di metri di distanza, mi attraversa la strada un bestione dal corpo marrone e capo striato di bianco e nero, sparendo dietro un cespuglio. Raggiunto il rovo mi metto a cercarlo ma non lo trovo. Impossibile che una bestia di 30 kg sia invisibile in un cespuglio di un metro quadro. E infatti, fissando il cespuglio, rischio di finire dritto dentro l'ingresso della tana del bestione: un buco sul terreno di non meno di 60 centimetri di diametro. Mi sono stupito ed emozionato e mi ci sono voluti alcuni secondi per capire che non non era un grosso cane quello che mi attraversava la strada: zampe troppo tozze, andatura troppo caracollante, aspetto troppo goffo.
Sono certo si sia trattato di un tasso, che in internet si trova sotto il nome di "tasso comune", il che starebbe a significare che lo si dovrebbe avvistare piuttosto spesso!

martedì 6 marzo 2012

Maratonina di Gorizia 2012

Finisce alla grande la maratonina di Gorizia 2012, come da foto.
Ma non è tano della mia gara che voglio parlare, che per me gara non è stata. I 21 km sono stati inseriti in una seduta di 26 km corsa ad una media di circa 4'30'' (non avevo né crono né GPS) in compagnia di Mauro e Matteo impegnati in un test a RG+15'' in coda ad una tripletta. Entrambi appesantiti, come giusto, nel finale, si sono lanciati all'inseguimento di Roberto, valente sessantenne, recuperando un gap di 150 metri negli ultimi 2 km e correndo il km 20 e 21 a 3'50'', con una progressione che lascia intravedere grandi risultati alla mezza dei Dogi e chiarisce che la fatica degli ultimi km era solo "addormentamento sul ritmo" e non fondo del barile. Da parte mia si chiude una settimana importante, che segna la definitiva decisione di preparare seriamente la gara del 15 aprile. Infatti, pur essendo stato coinvolto in una situazione lavorativa molto impegnativa tra giovedì e sabato, sono riuscito comunque a totalizzare circa 75 km in 4 sedute. La settimana entrante è invece un po' meno intensa e conto di mettere in cantiere 5 uscite. Come già detto, la maggior parte degli allenamenti (tranne forse domenica) verrà svolto all'alba per scelta ma soprattutto per necessità. Questa è l'unica via che mi da la possibilità di attaccare il mio PB.
Magnifico PB di Piergiovanni alla maratona di Treviso in 3.05' che ha "ancora qualcosa da dire in questo sport". Glielo auguro di cuore.

domenica 26 febbraio 2012

3a prova trofeo cross gorizia - Aquileia

Si è concluso oggi con la terza prova il trofeo cross Gorizia in comune di Aquileia. L'illusione di una corsa "facile" è svanita subito all'arrivo nel parcheggio, sferzato da un vento fastidioso alzatosi pochi minuti prima.
Luca G. infatti si presenta in canotta e pantaloncino scrotale. Roba da cianosi periferica.
E' la mia terza esperienza in questo tipo di gara ed oggi il percorso è un po' più "cross" del precedente di Staranzano. La partenza è facilitata dal vento alle spalle e, dopo il salto di un fosso, si procede ancora per un centinaio di metri. Si incontra quindi un ponte con una stretta curva a destra ed una breve ripida discesa sull'erba. Immediatamente dopo ci si arrampica  per un paio di metri su uno stretto sentiero che porta ad una salita di una trenitna di metri con fondo sabbioso. La discesa curva verso sinistra e le scarpe affondano i quello che sembra più un arenile che un tracciato da percorrere (è un cross, bello!). Uno strappetto ci porta all'ingresso di una vigna che verrà percorsa nella sua lunghezza tra i filari per tre volte (discesa-salita-discesa). All'uscita da questa lunga esse schiacciata si incontrano due tratti con forte vento contrario per un totale di circa 6-700 metri e l'anello si chiude con 300 metri facili con vento da destra, favorevole, parallelo al primo fosso. Tre giri così, da circa due km, poi di nuovo nel fosso per il rettilineo finale di 250 metri, controvento.
Totale: circa 6 km.
Sparo. Se non parte troppo forte, penso, provo a tenere d'occhio l'amico Riccardo Brumat, sicuramente più forte i me (1.17' in mezza), ma in fase di scarso allenamento. Invece parte forte e, dopo le solite prime fasi convulse, mi trovo a pochi metri da un gruppetto che viaggia abbastanza compatto. Nel secondo rettilineo a vento contrario mi metto davanti a proporre di tirare e rientriamo su un terzetto dove c'è Filippo, uno dei riferimenti per le mie andature. So che sto forzando, anche se non conosco la velocità di crociera. Nel secondo giro tengo il gruppetto anche se non riesco a dare una mano nei tratti controvento. Al terzo giro rientra un atleta della Sportiamo di Trieste e tra le vigne comincio a perdere contatto con quello che a questo punto è un quartetto. Mi trovo quindi nei tratti con il vento in faccia tutto solo e l'andatura si fa davvero pietosa. Nei tratti in vigna ho notato che anche dietro a me sono sgranati e se continuano così faranno fatica anche loro. In particolare temo il rientro di Nicola che a Dobbia mi ha passato e si è tirato dietro il Demonio, oggi impegnato nella Roma-Ostia (84' e rotti). Devo sopravvivere all'ultimo tratto duro e poi mi immetto nel tratto di vento laterale. Qui le gambe ricominciano ad alzarsi e dopo il fosso mi volto indietro e non vedo pericoli imminenti. Filippo è ormai lontano, con una marcia in più (24 i secondi di distacco all'arrivo) e davanti a me non c'è nessuno da prendere di mira. Chiudo in 24'04'', se non sbaglio 13° di batteria, 21° assoluto.
Note positive: davanti a Nicola, davanti a Fulvio Babich, arzillissimo MM50, "solo" 32'' da Claudio Cabbai, forte atleta compagno di squadra e "solo" 1' da Stefano Chiabai (vincitore della batteria precedente). Non c'era Andrea Poiana.
Inoltre sono contento di avere trovato il coraggio di provare a forzare un po' fin dall'inizio, cosa che non faccio mai. Alla fine sono arrivato in calo anche se solo nei tratti controvento e nelle salite mi sono fatto valere. Ora un gran mal di polpacci, che sigifica che ho smesso di tirare solo di coscia.
Note negative: corsa in calo e non all'inseguimento. Sensazione di morte imminate nell'ultimo giro.
Luca R. DolceNordEst (a cui ho avuto il piacere di stringere la mano) chiude secondo, un secondo dietro ad un compagno si squadra, sempre lontanissimi (più di 2'30'' prima di me).
Luca G., 81° su 123 con andatura, stimata con metodo "spannometrico", sotto i 4'30''.
Chiuso il capitolo cross, ora si guarda alla mezza dei Dogi.
Domenica LL di 25-27 km a Gorizia infilandoci la mezza, in compagnia di Mauro e Matteo con andatura stimata di 4'35''/km.

Il Demonio tra Roma ed Ostia

Il turco vede prevede stravede: Daniele oggi alla Roma Ostia solo come test non va sopra gli 83'. In bocca al lupo.

domenica 19 febbraio 2012

Questione di ore

A ridurla all'osso, restano 5 cose per cui vale la pena di vivere: amici, corsa, famiglia, lavoro, lettura. In puro ordine alfabetico. Se volessi stilare una classifica sulla base del tempo "libero" dedicato ad ognuna di queste cose, sarebbe questa: lavoro, famiglia, corsa, lettura, amici. Per tempo libero intendo tutto il tempo non occupato da occupazioni necessarie: cioè 37 ore di lavoro settimanale come da contratto, 49 ore di sonno, X ore da utilizzare per il disbrigo pratiche varie (uffici, banche, spesa, ordine in casa ecc ecc), 14-16 ore settimanali per nutrire e lavare il corpo.
Fino a pochi mesi fa cercavo di ridurre al minimo le ore di straordinario al lavoro (inutile dire che non vengono e non verranno mai pagate) a favore di famiglia e corsa. Ora però, con un sempre maggiore coinvolgimento nelle attività collaterali a quella di corsia (che sta diventando per il 90% routine, non noiosa, ma spesso ripetitiva), il volume di ore passate tra le mura dell'ospedale oltre alle famose 37 si sta facendo sostanzioso. E a rimetterci è tutto il resto: un po' la famiglia, un po' la corsa. La lettura è putroppo relegata in un angolino al termine della giornata in cui il sonno fa sbiadire le righe del mio kindle e ciondolare la testa. Gli amici? Vergognosamente trascurati.
Certo, è una scelta consapevole. Sedersi in cima al piccolo monticello di sicurezze acquisite in 10 anni di frequentazione della Medicina Interna è una tattica fallimentare, nel breve e nel lungo termine. Sia in termini professionali che in termini umani. Per un periodo ho coltivato l'idea di lavorare "per necessità" e di fare tutto il resto per "la gioia di farlo". E se ciò permette di evitare errori, allo stesso modo non concede la possibilità di eccellere né di crescere professionalmente. Credo che non potrei tollerare per molti anni una situazione del genere. Ecco perchè allora sto investendo tempo ed energie in varie direzioni, a scapito anche della corsa.
E' vero che ottimizzando i tempi (che per me vuol dire uscire almeno un paio di volte alla settimana alle 6.30) riesco ad allenarmi 5 giorni su 7, che però spesso diventano 4. Ed è vero che con queste frequenze di allenamento ottenere dei miglioramenti è utopico. Ma la coperta è corta. 24 ore sono 24 e sarebbero poche anche se fossero 25.
E' difficile accettare di smettere di rincorre un obiettivo "prestazionale".
Oggi mio fratello mi ha scritto di essere riuscito a correre 5k in 20' in allenamento. E' un bell'obiettivo raggiunto che lo proietta verso grandi  traguardi in mezza. Credo che molti di noi podisti dalle prestazioni comuni abbiano compiuto lo stesso percorso: prima tappa: 1 ora a 5' al km. Passa un po' di tempo (a volte qualche anno) e si arriva a distanze più lunghe. Il sogno di correre la mezza sotto i 90' (4'17'' al km) deve passare attraverso il test dei 5k in 20' (4' al km). Quando la mezza scorre a 4'10'' si tenta un 10.000 in 40' (o viceversa). E, visto che sembra che migliorare all'infinito sia possibile, la tappa successiva sono i 21.1 in 84.24 (4' al km). Dove volgere la mira a questo punto? Il mio programma, dopo aver corso la mezza di Pordenone a 3'57'' al km (83'20''), era cercare di avvicinare gli 82' e di consolidare la prestazione per provare la piccola impresa in maratona: sotto le tre ore. Questi due mesi sono quelli cruciali visto che il primo tentativo lo farò alla mezza dei Dogi il 15 aprile. Ma so che devo tendere la coperta. E quando la tensione è alta il rischio di rottura non è trascurabile. E' il momento di decidere.