Invece di stare sempre a contare i problemi (alibi) che "mi hanno impedito di fare il tempone", perché non imparare a vedere le condizioni che mi hanno permesso di correre?
G. ha la mia età e lavora con me. Non corre. Ha una bambina tetraplegica. La nutre con un sondino infilato nella parete addominale. L'anno scorso alla maratona di Trieste è stata l'unica a farsi trovare sul percorso e mi è stata accanto per qualche centinaio di metri. Ha comprato un km della mia maratona con tutto il suo cuore.
L. va forte in bicicletta e quando corre allontana il pensiero del cantiere dove lavora come capo offcina. Da tempo ormai gli ordini scarseggiano. Che succederà in futuro?
A Firenze alle Cascine il mio amico Piergiovanni ha salutato uno spettatore "Hei ragazzo, in bocca al lupo". "Chi è?" ho chiesto. "Ma come, non lo conosci? E' Simone Grassi". http://www.simonegrassi.net/.
Plinio adesso avrà sì e no tre anni. Io glielo auguro, di correre, ma ancora nessuno sa se potrà farlo. (http://fendente3.wordpress.com/2011/03/05/la-forza-che-ho-dentro-il-libro-sulla-toccante-vicenda-di-plinio/)
Devo andare avanti?
Sono spaventosamente fortunato. Per ora ho un corpo sano, una famiglia solida, un figlio "perfetto", una figlia in arrivo, un lavoro dignitoso.
Se questo è la mia vita, spero di fallire altre maratone.
A proposito dei miei amori
«Amo correre, è una cosa che puoi fare contando sulle tue sole forze. Sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni.»
Jesse Owens
Jesse Owens
mercoledì 14 dicembre 2011
sabato 10 dicembre 2011
Firenze marathon 2011
Riparto un po' in ritardo a causa di due settimane di intenso lavoro e di impegni familiari che hanno assorbito quasi tutte le ore di ogni giorno trascorso dalla maratona.
La preparazione della mia prima maratona autunnale si è rivelata più ostica del solito. Due anni fa avevo tentato sempre con Firenze, ma la preparazione era naufragata subito a causa di un'infiammazione alla bandelletta ileotibiale. Quello stop ha fruttato la nascita di questo blog, probabilmente come "lenitivo" del dolore cagionato dalla forzata inattività. Stavolta invece, nonostante il problema alla fascia plantare sinistra, non ho avuto alcun problema direttamente correlato all'attività sportiva. Mi è pesato molto invece dover infilare gran parte degli allenamenti specifici tra gli innumerevoli turni lavorativi. Ogni settimana dovevo ingegnarmi, fin dal lunedì, per trovare un buco per ogni uscita, tenendo conto dell'impossibilità di sostenere sedute intense dopo una notte in piedi e tenendo conto dei turni diurni di 12 ore. Insomma, è stato un faticoso slalom e spesso i tempi erano così stretti da costringermi a rinunciare allo stretching finale o ad accorciare il riscaldamento. Poi c'è stata la botta della febbre settica odontogena che mi ha costretto a 8 giorni di antibiotico e ad un intervento chirurgico piuttosto fastidioso che ha condotto ad un tracollo della condizione a 4 settimane dalla gara (vedi post sulla maratonina di Arezzo).
Mi sono ritrovato quindi ad un mese dalla maratona in piena crisi e solo dopo il 7 novembre ho cominciato a ritrovare sensazioni "normali", nel senso che non morivo a tenere i 4'30'' al km. Mi sono moderato nell'ultimo lunghissimo di 38 km, arrivando più stanco rispetto ai precedenti corsi 10'' al km più velocemente, mentre, a due settimane dalla maratona, ho provato a tirare la CLS di 21 km senza mai trovare buone sensazioni, anzi, finendo eccessivamente stanco.
Con queste premesse, ma non con questi pensieri, ho affrontato la maratona di Firenze.
E visto che le premesse sono state lunghe, lascio parlare i numeri.
1998 - TURCHETTO STEFANO MM35
Distanza Parziale min/Km (media)
Km 5 - 00:22:59 4.48
Km 10 - 00:21:48 4.35
Km 15 - 00:22:16 4.32
Km 20 - 00:22:21 4.31
Km 25 - 00:22:21 4.30
Km 30 - 00:22:10 4.29
Km 35 - 00:22:13 4.29
Km 40 - 00:22:48 4.30
Arrivo - 00:10:05 4.30
A chi ha un po' d'occhio non possono sfuggire i tre principali problemi.
1- I primi 5 km risentono sia del minuto buono necessario per giungere a valicare la linea di partenza, sia del minuto perso lungo il primo km intasato da atleti più lenti.
2- Parziale tra il 5° ed il 10° piuttosto ridotto (media 4'22''/km). Sono riuscito ad agganciare i palloncini delle 3 ore e 15' all'ottavo km, troppo in là per chi punta a stare sotto le 3 ore e 10'.
3- Sensibile calo dal 35° km.
Nonostante il PB di 3.09'04'' non sono soddisfatto della mia prestazione. So di poter valere qualcosa di più ma i problemi patiti in corso di preparazione mi hanno tagliato le gambe nel punto in cui dovrebbe venire fuori il maratoneta.
Mi do un 6-, per l'impegno.
La preparazione della mia prima maratona autunnale si è rivelata più ostica del solito. Due anni fa avevo tentato sempre con Firenze, ma la preparazione era naufragata subito a causa di un'infiammazione alla bandelletta ileotibiale. Quello stop ha fruttato la nascita di questo blog, probabilmente come "lenitivo" del dolore cagionato dalla forzata inattività. Stavolta invece, nonostante il problema alla fascia plantare sinistra, non ho avuto alcun problema direttamente correlato all'attività sportiva. Mi è pesato molto invece dover infilare gran parte degli allenamenti specifici tra gli innumerevoli turni lavorativi. Ogni settimana dovevo ingegnarmi, fin dal lunedì, per trovare un buco per ogni uscita, tenendo conto dell'impossibilità di sostenere sedute intense dopo una notte in piedi e tenendo conto dei turni diurni di 12 ore. Insomma, è stato un faticoso slalom e spesso i tempi erano così stretti da costringermi a rinunciare allo stretching finale o ad accorciare il riscaldamento. Poi c'è stata la botta della febbre settica odontogena che mi ha costretto a 8 giorni di antibiotico e ad un intervento chirurgico piuttosto fastidioso che ha condotto ad un tracollo della condizione a 4 settimane dalla gara (vedi post sulla maratonina di Arezzo).
Mi sono ritrovato quindi ad un mese dalla maratona in piena crisi e solo dopo il 7 novembre ho cominciato a ritrovare sensazioni "normali", nel senso che non morivo a tenere i 4'30'' al km. Mi sono moderato nell'ultimo lunghissimo di 38 km, arrivando più stanco rispetto ai precedenti corsi 10'' al km più velocemente, mentre, a due settimane dalla maratona, ho provato a tirare la CLS di 21 km senza mai trovare buone sensazioni, anzi, finendo eccessivamente stanco.
Con queste premesse, ma non con questi pensieri, ho affrontato la maratona di Firenze.
E visto che le premesse sono state lunghe, lascio parlare i numeri.
1998 - TURCHETTO STEFANO MM35
Distanza Parziale min/Km (media)
Km 5 - 00:22:59 4.48
Km 10 - 00:21:48 4.35
Km 15 - 00:22:16 4.32
Km 20 - 00:22:21 4.31
Km 25 - 00:22:21 4.30
Km 30 - 00:22:10 4.29
Km 35 - 00:22:13 4.29
Km 40 - 00:22:48 4.30
Arrivo - 00:10:05 4.30
A chi ha un po' d'occhio non possono sfuggire i tre principali problemi.
1- I primi 5 km risentono sia del minuto buono necessario per giungere a valicare la linea di partenza, sia del minuto perso lungo il primo km intasato da atleti più lenti.
2- Parziale tra il 5° ed il 10° piuttosto ridotto (media 4'22''/km). Sono riuscito ad agganciare i palloncini delle 3 ore e 15' all'ottavo km, troppo in là per chi punta a stare sotto le 3 ore e 10'.
3- Sensibile calo dal 35° km.
Nonostante il PB di 3.09'04'' non sono soddisfatto della mia prestazione. So di poter valere qualcosa di più ma i problemi patiti in corso di preparazione mi hanno tagliato le gambe nel punto in cui dovrebbe venire fuori il maratoneta.
Mi do un 6-, per l'impegno.
giovedì 24 novembre 2011
Mezza maratona di Palmanova 2011
Cosa dire di questa manifestazione che cresce di anno in anno e che fa della sobrietà e della facilità del percorso i due punti di forza se non che merita venire a correrla, non solo per la gara in sè, ma anche per ciò che il territorio circostante generosamente offre.
Clima buono per correre. Io esco alle sette per 12 km a ritmo maratona. L'aria è ancora frizzante e la nebbia della notte si sta alzando per lasciare spazio al cielo limpido. A casa mi aspetta Leonardo, quasi pronto per una giornata di tifo a bordo strada.
Giungo in piazza a Palmanova mezz'ora prima dello start. Oggi si può correre leggeri e, anche se la temperatura non supera gli 8°, il sole scalda e non c'è vento. La ressa è tale che riesco solo a salutare Matteo, concentratissimo, Daniele, troppo arretrato per i suoi numeri, Marco, che non mi aspettavo di vedere.
Appena dopo lo start carico Leo in passeggino e voliamo alla macchina. Riesco a portarmi al km 7, circa, prima del passaggio dei primi atleti, gente che viaggia a 3'15'' al km. Un'anziana signora si avvicina e mi fa: "Che piano che vanno!" "Signora, bisogna provare per parlare!" "Ah bè, iò cori in devant e daur dut el dì..." "vabbè buonanotte".
Il primo a passare è quel demomio di Daniele, qualche metro davanti al palloncino dell'ora e 24. Nella stessa situazione rispetto al palloncino dell'ora e 30 passa Matteo. Poi Mauro, mi sembra in lieve ritardo sulla tabella di marcia. Mi fa capire di essere dolorante, ma non capisco dove. Tra l'altro non ho idea dei tempi di passaggio perchè ho ceduto a Matteo il mio orologio, visto che il suo Garmin si è fulminato poco prima dello start. Mi fermo ancora un minuto, giusto in tempo per vedere passare Luca e Marco. Dal mio punto di vista stanno correndo tutti bene, anche Mauro.
Leo partecipa con entusiasmo al tifo "Bravi, bene così!", imitando il papà che si astiene da incitamenti eccessivamente coloriti.
Ci rimettiamo in macchina per raggiungere la corsa al km 15 ma vari impedimenti sotto forma di pensionati al volante e famigliole in viaggio per il pranzo domenicale dai suoceri limitano la velocità media a 30 km orari così, quando giungo a Clauiano, in due minuti capisco che stanno sfilando gli atleti dell'ora e 40. Non resta altro che portarsi all'arrivo. Mi perdo Daniele, ma due minuti dopo Matteo passa stantuffando come un dannato. Il palloncino dell'ora e trenta che segnava il suo obiettivo di minima passa 90'' dopo. Due minuti dopo i palloncini passa Mauro, con il suo solito stile elegante che gli invidiavo quando ancora andava in bicicletta. Perdo un po' la cognizione del tempo, visto che l'orologio è al polso del fenomeno di Motta, ma nell'arco di tre secondi mi passano davanti Luca e Marco. Luca ha lo sguardo del killer, e se la porta di Palmanova fosse chiusa sono sicuro che tenterebbe di abbatterla a spallate, pur di arrivare. Marco lo vedo solo di spalle, ma ha la lucidità di rispondere al mio incitamento. Io e Leo ci avviamo verso il traguardo e non ci perdiamo l'arrivo trionfale di Simone, che sembra partito dietro l'angolo. Dopo un po' arriva Max tossicchiando e sputazzando virus e caccole che l'hanno sopraffatto in settimana.
Andando in ordine di tempo:
Come predetto, Daniele corre sotto i 4'00'' al km, viaggiando a 3'59'' per 11 km e 3'57'' per il resto della gara. Ci sono ancora ampi margini. Ciao Daniele, d'ora in poi ti vedrò solo la schiena!
Prestazione esaltante di Matteo, che chiude in 88'30'', finalmente sotto i 90'! Seconda parte a 4'08''. Sui polpacci ho intravisto la scritta NASA. Un missile! Bravo.
Mauro sbaglia dal riscaldamento e paga fino a metà gara, dove passa ad una media di 4'29''. Praticamente gara buttata nel cesso. Il resto lo corre a 4'15'', chiudendo due minuti sopra il proprio personale che forse oggi poteva avvicinare di molto. Peccato perché ha svolto una buona preparazione. Obiettivo under 90' solo rimandato.
Esaltante Luca che chiude in un tempo da favola: 94'55''. Al telefono sembrava aver pippato tanto era felice. Sono soddisfazioni anche per me.
Marco inaspettato. 94'55''. Per lui ampi margini di miglioramento. Uomo metodico. Forse merita una preparazione più impegnativa per tirare fuori davvero il tempone.
Simone: una belva. Splittone negativo anche per lui. 5'17'' prima parte, 5'09'' nella seconda parte. Polverizzato il personale. Londra?
Max: vince la gara tra i malati. Al decimo sputa l'apice del polmone destro che non viene fatto salire sul mezzo scopa e resta in zona Trivignano. Abbiamo affisso cartelli in centro a Palmanova, chi lo trovasse può portarlo a Cervignano presso l'ottica Epis. Comunque all'arrivo, per l'orgoglio del piccolo Emanuele. Leone da sanatorio.
Menzione speciale per Leo. Tre ore a sorbirsi gente che sbuffa, impreca, suda invece di un bel giro sulle giostre o un puzzle con la mamma. Roba da veri. In macchina crolla alle ore 13 senza pranzo. Sosteneva di essere in deplezione di carboidrati. Personaggio.
Clima buono per correre. Io esco alle sette per 12 km a ritmo maratona. L'aria è ancora frizzante e la nebbia della notte si sta alzando per lasciare spazio al cielo limpido. A casa mi aspetta Leonardo, quasi pronto per una giornata di tifo a bordo strada.
Giungo in piazza a Palmanova mezz'ora prima dello start. Oggi si può correre leggeri e, anche se la temperatura non supera gli 8°, il sole scalda e non c'è vento. La ressa è tale che riesco solo a salutare Matteo, concentratissimo, Daniele, troppo arretrato per i suoi numeri, Marco, che non mi aspettavo di vedere.
Appena dopo lo start carico Leo in passeggino e voliamo alla macchina. Riesco a portarmi al km 7, circa, prima del passaggio dei primi atleti, gente che viaggia a 3'15'' al km. Un'anziana signora si avvicina e mi fa: "Che piano che vanno!" "Signora, bisogna provare per parlare!" "Ah bè, iò cori in devant e daur dut el dì..." "vabbè buonanotte".
Il primo a passare è quel demomio di Daniele, qualche metro davanti al palloncino dell'ora e 24. Nella stessa situazione rispetto al palloncino dell'ora e 30 passa Matteo. Poi Mauro, mi sembra in lieve ritardo sulla tabella di marcia. Mi fa capire di essere dolorante, ma non capisco dove. Tra l'altro non ho idea dei tempi di passaggio perchè ho ceduto a Matteo il mio orologio, visto che il suo Garmin si è fulminato poco prima dello start. Mi fermo ancora un minuto, giusto in tempo per vedere passare Luca e Marco. Dal mio punto di vista stanno correndo tutti bene, anche Mauro.
Leo partecipa con entusiasmo al tifo "Bravi, bene così!", imitando il papà che si astiene da incitamenti eccessivamente coloriti.
Ci rimettiamo in macchina per raggiungere la corsa al km 15 ma vari impedimenti sotto forma di pensionati al volante e famigliole in viaggio per il pranzo domenicale dai suoceri limitano la velocità media a 30 km orari così, quando giungo a Clauiano, in due minuti capisco che stanno sfilando gli atleti dell'ora e 40. Non resta altro che portarsi all'arrivo. Mi perdo Daniele, ma due minuti dopo Matteo passa stantuffando come un dannato. Il palloncino dell'ora e trenta che segnava il suo obiettivo di minima passa 90'' dopo. Due minuti dopo i palloncini passa Mauro, con il suo solito stile elegante che gli invidiavo quando ancora andava in bicicletta. Perdo un po' la cognizione del tempo, visto che l'orologio è al polso del fenomeno di Motta, ma nell'arco di tre secondi mi passano davanti Luca e Marco. Luca ha lo sguardo del killer, e se la porta di Palmanova fosse chiusa sono sicuro che tenterebbe di abbatterla a spallate, pur di arrivare. Marco lo vedo solo di spalle, ma ha la lucidità di rispondere al mio incitamento. Io e Leo ci avviamo verso il traguardo e non ci perdiamo l'arrivo trionfale di Simone, che sembra partito dietro l'angolo. Dopo un po' arriva Max tossicchiando e sputazzando virus e caccole che l'hanno sopraffatto in settimana.
Andando in ordine di tempo:
Come predetto, Daniele corre sotto i 4'00'' al km, viaggiando a 3'59'' per 11 km e 3'57'' per il resto della gara. Ci sono ancora ampi margini. Ciao Daniele, d'ora in poi ti vedrò solo la schiena!
Prestazione esaltante di Matteo, che chiude in 88'30'', finalmente sotto i 90'! Seconda parte a 4'08''. Sui polpacci ho intravisto la scritta NASA. Un missile! Bravo.
Mauro sbaglia dal riscaldamento e paga fino a metà gara, dove passa ad una media di 4'29''. Praticamente gara buttata nel cesso. Il resto lo corre a 4'15'', chiudendo due minuti sopra il proprio personale che forse oggi poteva avvicinare di molto. Peccato perché ha svolto una buona preparazione. Obiettivo under 90' solo rimandato.
Esaltante Luca che chiude in un tempo da favola: 94'55''. Al telefono sembrava aver pippato tanto era felice. Sono soddisfazioni anche per me.
Marco inaspettato. 94'55''. Per lui ampi margini di miglioramento. Uomo metodico. Forse merita una preparazione più impegnativa per tirare fuori davvero il tempone.
Simone: una belva. Splittone negativo anche per lui. 5'17'' prima parte, 5'09'' nella seconda parte. Polverizzato il personale. Londra?
Max: vince la gara tra i malati. Al decimo sputa l'apice del polmone destro che non viene fatto salire sul mezzo scopa e resta in zona Trivignano. Abbiamo affisso cartelli in centro a Palmanova, chi lo trovasse può portarlo a Cervignano presso l'ottica Epis. Comunque all'arrivo, per l'orgoglio del piccolo Emanuele. Leone da sanatorio.
Menzione speciale per Leo. Tre ore a sorbirsi gente che sbuffa, impreca, suda invece di un bel giro sulle giostre o un puzzle con la mamma. Roba da veri. In macchina crolla alle ore 13 senza pranzo. Sosteneva di essere in deplezione di carboidrati. Personaggio.
martedì 1 novembre 2011
Mezza maratona di Arezzo 2011
Corro da circa 5 anni e di errori ne ho fatti tanti e continuo a farne. E se qualcuno sono riuscito ad evitarlo, di altri non arrivo ad individuarne le cause.
Riconosco di avere molti limiti e non mi riferisco ai limiti "organici" che fanno di me un atleta mediocre, ma a veri e propri difetti di sensibilità.
Immagino che la capacità di fare previsioni di basi sulla qualità dell'informazione. Ed il messaggio, per quanto chiaramente possa essere trasmesso, conduce fatamente a previsione errata se il ricevente non è sintonizzato. Inoltre, sempre rimanendo in metafora radiofonica, posso anche essere perfettmente sintonizzato, ma se tengo il volume a 0, il messaggio non può essere decifrato e compreso.
La settimana scorsa ho ricevuto messaggi forti e chiari dal mio corpo e sono arrivati sotto forma di numeri, cosa non infrequente nel nostro sport: 6x4'34''+1x4'24''+1x4'28''+1x4'14''+1x4'14''+1x4'00''con IS10.
Decrittando: 6 km di CL e successivo tentativo di progressione risultato caotico, irregolare, caratterizzato da intensa difficoltà a mantenere i ritmi prefissati ed indice di sforzo (su una scala da 1 a 10) pari a 10. Il tutto in una seduta di allenamento che altre volte ho corso in grande scioltezza.
Quanto era forte questo messaggio? Una brezza che lasciava presagire un imminente temporale o un muro di vento che prelude alla "tempesta perfetta"?
L'uomosaggio pavido dotatodelsennodipoi avrebbe visto l'onda anomala alzarsi, magari in tempo per evitare il naufragio.
L'uomostolto coraggioso sprovvistoanchedelsennodiprima ha oscurato i vetri di prua e si è infilato, quasi non avesse altra scelta, nell'enorme flutto. Affondando.
Per come vedo la vita, mi ci vuole più forza a ritirarmi che a finire una corsa iniziata e subito finita come quella di domenica. Ed una forza smisurata per tenere le scarpe in borsa e rimanere dall'altra parte delle transenne.
Che solo ora riconosco sarebbe stata la scelta migliore.
Dubito che la sonora sconfitta patita domenica alla mezza maratona di Arezzo, chiusa con quasi nove minuti di ritardo rispetto al mio primato personale, mi abbia reso più forte. E dubito che la prossima volta, in circostanze simili, rinuncerò a correre.
Allora non ho proprio imparato niente?
Mettiamola così: mi sono trovato a gambe larghe davanti ad un tipo con la testa rasata e gli anfibi che mi guardava insistentemente le palle. Ho deliberatamente scelto di lasciarlo calciare . Non dico che la prossima volta scappo, ma almeno metto le mani davanti.
Riconosco di avere molti limiti e non mi riferisco ai limiti "organici" che fanno di me un atleta mediocre, ma a veri e propri difetti di sensibilità.
Immagino che la capacità di fare previsioni di basi sulla qualità dell'informazione. Ed il messaggio, per quanto chiaramente possa essere trasmesso, conduce fatamente a previsione errata se il ricevente non è sintonizzato. Inoltre, sempre rimanendo in metafora radiofonica, posso anche essere perfettmente sintonizzato, ma se tengo il volume a 0, il messaggio non può essere decifrato e compreso.
La settimana scorsa ho ricevuto messaggi forti e chiari dal mio corpo e sono arrivati sotto forma di numeri, cosa non infrequente nel nostro sport: 6x4'34''+1x4'24''+1x4'28''+1x4'14''+1x4'14''+1x4'00''con IS10.
Decrittando: 6 km di CL e successivo tentativo di progressione risultato caotico, irregolare, caratterizzato da intensa difficoltà a mantenere i ritmi prefissati ed indice di sforzo (su una scala da 1 a 10) pari a 10. Il tutto in una seduta di allenamento che altre volte ho corso in grande scioltezza.
Quanto era forte questo messaggio? Una brezza che lasciava presagire un imminente temporale o un muro di vento che prelude alla "tempesta perfetta"?
L'uomo
L'uomo
Per come vedo la vita, mi ci vuole più forza a ritirarmi che a finire una corsa iniziata e subito finita come quella di domenica. Ed una forza smisurata per tenere le scarpe in borsa e rimanere dall'altra parte delle transenne.
Che solo ora riconosco sarebbe stata la scelta migliore.
Dubito che la sonora sconfitta patita domenica alla mezza maratona di Arezzo, chiusa con quasi nove minuti di ritardo rispetto al mio primato personale, mi abbia reso più forte. E dubito che la prossima volta, in circostanze simili, rinuncerò a correre.
Allora non ho proprio imparato niente?
Mettiamola così: mi sono trovato a gambe larghe davanti ad un tipo con la testa rasata e gli anfibi che mi guardava insistentemente le palle. Ho deliberatamente scelto di lasciarlo calciare . Non dico che la prossima volta scappo, ma almeno metto le mani davanti.
lunedì 17 ottobre 2011
Paranormale e parafulmini
Mercoledì tocca a me andare a prendere Leonardo all'asilo nido. Nella fretta di uscire di casa, tra la doccia e l'affannosa ricerca delle chiavi della macchina mi passa per la testa un'immagine: Leonardo che dorme nella carrozzina dell'asilo. Tale posto è riservato al bambino che si addormenta "fuori orario" e quindi non può essere accompagnato nella stanza della nanna. Da "piccolo" gli succedeva quando dormiva poco la notte perché "covava" una qualche magagna infettiva.
Pochi minuti dopo arrivo all'asilo e la maestra me lo presenta addormentato nel passeggino: ha la febbre.
Ora, nessuno metta in dubbio ciò che è successo. Ciò che scrivo è assolutamente vero. Fino a prova contratria, l'accaduto ha del "paranormale".
Fino a prova contraria? Scusa, ma chi è che deve addurre le prove che si tratti di un fenomeno paranormale? Chi lo sostiene o chi lo nega? E' giusto etichettare come paranormale tutto ciò che sembra non avere una spiegazione scientifica?
"Io credo al paranormale" sembra tanto un atto di fede mentre forse dovrebbe essere un atto di conoscenza, affinchè non sia paranormale ciò che si misconosce, ma si conosca ciò che è paranormale, con il rischio che diventi "normale"... e perda il suo fascino.
Sì, perchè la storia che vi ho raccontato è successa ma ve la rendo un po' meno accattivante.
Nella notte tra martedì e mercoledì Leonardo si è svegliato almeno 5 volte, con un breve lamento, riaddormentandosi quasi subito. "Proprio come quando si sta ammalando" ho pensato. Verso le sette del mattino è venuto nel lettone e poco dopo è suonata la sveglia. Capita che qualche mattina si svegli di cattivo umore, in verità di rado, però questa è una di quelle mattine. Piange e non sappiamo perché. Gli tasto la fronte e mi sembra fresca. Poi a colazione non mangia volentieri. Lo portiamo in asilo e, diversamente dal solito, piange al momento di raggiugnere gli amichetti nella sala dei giochi. Nel corso della mattinata metto insieme gli elementi e mi dico che, se in asilo avesse avuto la febbre, ci avrebbero chiamato, ed invece niente.
Poi, uscito dalla doccia, ricordo alcune altre occasioni in cui, stanco della nottata quasi insonne a causa di disturbi che lui non sapeva riferire, all'asilo crollava e ci veniva riconsegnato assopito nel passeggino.
Ecco, sinceramente è successo così.
Ma perché a me non succede mai niente di paranormale? Non sarà mica che sono cieco e non vedo ciò che molti altri vedono? O magari vedo e non credo? O magari vedo e proprio per questo non credo...
Che nelle chiese si predichi non rende inutili i parafulmini su di esse. (Georg Christoph Lichtenberg).
Pochi minuti dopo arrivo all'asilo e la maestra me lo presenta addormentato nel passeggino: ha la febbre.
Ora, nessuno metta in dubbio ciò che è successo. Ciò che scrivo è assolutamente vero. Fino a prova contratria, l'accaduto ha del "paranormale".
Fino a prova contraria? Scusa, ma chi è che deve addurre le prove che si tratti di un fenomeno paranormale? Chi lo sostiene o chi lo nega? E' giusto etichettare come paranormale tutto ciò che sembra non avere una spiegazione scientifica?
"Io credo al paranormale" sembra tanto un atto di fede mentre forse dovrebbe essere un atto di conoscenza, affinchè non sia paranormale ciò che si misconosce, ma si conosca ciò che è paranormale, con il rischio che diventi "normale"... e perda il suo fascino.
Sì, perchè la storia che vi ho raccontato è successa ma ve la rendo un po' meno accattivante.
Nella notte tra martedì e mercoledì Leonardo si è svegliato almeno 5 volte, con un breve lamento, riaddormentandosi quasi subito. "Proprio come quando si sta ammalando" ho pensato. Verso le sette del mattino è venuto nel lettone e poco dopo è suonata la sveglia. Capita che qualche mattina si svegli di cattivo umore, in verità di rado, però questa è una di quelle mattine. Piange e non sappiamo perché. Gli tasto la fronte e mi sembra fresca. Poi a colazione non mangia volentieri. Lo portiamo in asilo e, diversamente dal solito, piange al momento di raggiugnere gli amichetti nella sala dei giochi. Nel corso della mattinata metto insieme gli elementi e mi dico che, se in asilo avesse avuto la febbre, ci avrebbero chiamato, ed invece niente.
Poi, uscito dalla doccia, ricordo alcune altre occasioni in cui, stanco della nottata quasi insonne a causa di disturbi che lui non sapeva riferire, all'asilo crollava e ci veniva riconsegnato assopito nel passeggino.
Ecco, sinceramente è successo così.
Ma perché a me non succede mai niente di paranormale? Non sarà mica che sono cieco e non vedo ciò che molti altri vedono? O magari vedo e non credo? O magari vedo e proprio per questo non credo...
Che nelle chiese si predichi non rende inutili i parafulmini su di esse. (Georg Christoph Lichtenberg).
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