Rapido aggiornamento, che ormai è passata una settimana dall'ora in pista e non sono praticamente mai riuscito nemmeno ad accedere al blog, figuriamoci ad aggiornarlo. Cominciano le ferie e in aggiunta alla ormai sistematica carenza di personale Medico, si aggiunge l'assenza dei Colleghi in vacanza. Questo significa meno tempo per tutto, tanto che fino a fine agosto non ho programmato nulla di podistico nei week end che passerò tutti al lavoro.
Comincio dal risultato: ancora una volta mi sono sfuggiti i 15K: 14.895. Gara strana, ma figlia di un calo negli allenamenti nell'ultimo mese. Le difficoltà vere sono uscite negli ultimi 10 minuti di gara quando, oltre alla fisiologica stanchezza, è comparso un inedito dolore all'ipocondrio destro (zona fegato) che mi ha un po' piegato e molto rallentato. Pochi rimpianti, ho dato tutto quello che avevo.
La vera nota positiva è stata la vittoria della squadra magistralmente guidata da Giorgio e da tutta la sua famiglia, in primis la moglie e Veronica. Siamo in molti ad essere orgogliosi di correre per lui. Non ha mai nascosto il sogno di vincere a Fagagna, ma non ha mai fatto pesare a nessuno una prestazione sotto le aspettative. Un vero esempio di amore viscerale per lo sport, capace di coinvolgere un numero tale di persone da arrivare a formare 3 squadre da 24 persone, una delle quali prima su ottanta. Appena conclusa la manifestazione è stato visto fare le capriole sul prato all'interno dell'anello, ma non so se sia realtà o già leggenda.
Grazie Giorgio, sei un esempio!
A proposito dei miei amori
«Amo correre, è una cosa che puoi fare contando sulle tue sole forze. Sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni.»
Jesse Owens
Jesse Owens
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sabato 16 giugno 2012
venerdì 17 giugno 2011
24x1 ora di Fagagna 2011. PB amaro.
Secondo tentativo di commentare la gara di domenica mattina, dopo che il precedente se l'è inghiottito il PC due notti fa.
E secondo obiettivo fallito in questa stagione: dopo Trieste anche la bella pista di Fagagna mi vede deludere le previsioni, anche se di soli 85 metri.
In effetti già nelle sedute di fine maggio avevo ravvisato un rallentamento di 5''-7'' al km. Poi, a cavallo del fine settimana precedente la staffetta, Leonardo ha pensato bene di "rastrellare" dall'asilo una miliardata di Herpes virus e di scaricarmela addosso. Dopo tre giorni di febbre sono comparse dolorosissime lesioni del cavo orale che mi hanno costretto a ricotta e gelato per alcuni giorni. Il lento di lunedì è stato un calvario, martedì era l'ultima possibilità di testarmi sul ritmo gara, ma un violento nubifragio con grandine ha interrotto un chilometro prima la seduta di corto veloce, che comunque avevo condotto in modo non brillante a 4'03'' al km. Poi sono stato meglio, anche se non "al meglio".
Domenica mattina a Fagagna c'era un bel fresco, umido ma ventilato. Arrivare in pista alle cinque, con il cielo tinto dal sorgere del sole è stata una bella emozione. Abbassare l'asticella non avrebbe avuto senso e poi, anche ad esagerare un po', in una gara realtivamente corta è difficile che schianto.
Decido solo di partire cauto, concedendomi una ventina di secondi nei primi 5 giri. Mi acquatto dietro al pettorale numero 1, che corre per la squadra che ci è davanti, giusto per vedere cosa fa. Verso il quinto giro comincia a mettersi sui 100'' e allora capisco che qualcosa recupererò. Mi metto fisso a 1'36'' a giro, che non mi viene proprio spontaneo. Durante i primi giri riesco a capire di essere nono, poi, con i doppiati, comincio a perdere il conto. Alla mezz'ora lo speaker mi nomina come quinto e penso che sto bene e che forse , se vedo il quarto, posso provarci. Ma non so dov'è e non sono riuscito a cogliere a quanto viene data la sua proiezione visto che la voce è portata via dal vento. Dopo poco lo individuo e in alcuni giri chiudo il gap che ci separa. Mi rendo conto però che corre ancora bene mentre io sto scadendo. Infatti dal minuto 45 circa lui mette una piccola progressione e io una piccola regressione. Il resto è sofferenza. Non ho cali considerevoli (non perdo mai più di 1-2 secondi a giro), ma nemmeno riesco a recuperare quei venti secondi che mi sono giocato all'inizio. Chiudo con 14915 metri, quinto di una batteria dai riscontri molto modesti (il primo mi raggiunge al minuto 59 e 55'', percorrendo 400 metri più di me).
La squadra chiude terza, miglior risultato di sempre. Le prime due sono inarrivabili.
Note:
- Sempre una gara bella, ben organizzata, con i volontari gentilissimi. Purtroppo 75 squadre rendono difficile seguire la traiettoria "ideale".
- Mio fratello Mauro sta lentamente tornando in forma. Ha chiuso con 13600, facile. A Buttrio a settembre mi aspetto di vederlo oltre i 14. Ho notato che finalmente sta mettendo cosce e questo lo aiuterà su distanze in cui ancora non ha dato il meglio (dalla mezza in giù).
- Impressionato dallo stile di corsa e dall'efficienza di Daniele. A parte i 3 km in più dell'anno scorso, ho visto una bella progressione, sempre composta. Mi sa che con Buttrio si dovrà cercare un competitor diverso dal Turchetto.
PS: mi scuso con chi ha commentato il post precedente, ma ho problemi ad inserire la risposta ai vostri riscontri. Spero di risolverli al più presto.
sabato 12 giugno 2010
24x1 ora di Fagagna
Non è certo il momento di mettersi a fare gare corto-veloci, visto che sono imballato e duro come uno scoglio di Barcola. Ma da tempo desideravo fare l'esperienza della staffetta e finalmente l'occasione si è presentata. Mi sono davvero divertito. E' bello correre con una preda da inseguire sempre diversa e io stesso ho fatto da preda per i più veloci. Unico neo è il fatto che praticamente mi sono trovato costretto a correre sempre in 3a o addirittura 4a corsia a causa del l'affollamento della pista. Le squadre in gara erano infatti una settantina e pochi avevano l'accortezza di correre lasciando libera la prima corsia. La giornata era più da spiaggia che da gara e l'asfalto della pista non aiutava certo a ridurre la temperatura dell'aria. A me è andata anche abbastanza bene perché ho corso dalle 18 alle 19 ed il sole non batteva più inferocito sulla mia zucca pelata, ma alle 19.40, quando sono salito in macchina il termometro segnava ancora 27°C.Riscaldamento abbastanza oculato, come faccio sempre, nonostante la calura, poi punzonatura e... 5-4-3-2-1 colpo di pistola. Ovviamente tutti come pazzi. Nei primi 100 metri mi hanno passato in venti. Tanto lo so che la vendetta l'avrei servita dopo, né fredda, né calda, ma arroventata dal sole implacabile che lentamente ha cotto i più imprudenti. I primi giri sono andati via lisci, con un impegno respiratorio modesto, e con tempi congelati (beati loro) tra i 99 ed i 100 secondi a giro. Dopo i primi due giri mi ha passato un giovincello dalla corsa facile, facile. Mattia, canotta gialla. Mi sono attaccato a lui, pur con qualche difficoltà negli slalom tra gli altri concorrenti. Intanto già da un pezzo avevo perso la cognizione della mia posizione. Questo è un po' il problema di partire piano. Ti scavalcano in 1000 e poi, quando cominci la rimonta, non capisci quanti ne hai davanti e su chi veramente puoi fare la gara per guadagnare una posizione, che comunque vale meno della prestazione chilometrica. Dopo 15' mi doppia il primo. E capisco che il podismo è roba per altri.
In ogni caso dopo una ventina di minuti il giovincello mi cede di schianto e rimango da solo a schivare gomiti tra le corsie lontane dal cordolo. Bevo due volte, piccoli sorsi, ma mi affanno e allora mi sciacquo solo la bocca, secca come la moquette della camera dei nonni.
Al minuto 30 mi ripassa il primo. E porco cane.
Comunque vado col mio ritmo. E paga. Mi pare di andare bene. Al minuto 45 sento i quadricipiti un po' rigidi, ma il primo non lo sento arrivare. Avanti. 99'' a giro, 1 a 98'', 1 a 100'' ma più o meno tengo. Dal minuto 50 in poi è pura sofferenza. Ogni volta che passo sotto il cronometro calcolo quanti giri devo ancora fare. Mi scordo di clickare il crono un paio di volte. Passo per l'utima volta sotto il cronometro che segna 58'20''. Ho tempo per un altro giro. Ai 120 metri eccolo, mi ripassa per la terza volta il primo, ed ha fiato per incitarmi. E io glielo dico: è la terza volta! Sul rettilineo finale cambia passo, io no, dovrei cambiar gambe. Riesco a passare sotto il cronometro e poi metto in tasca un'altra cinquantina di metri, che dovrebbero essere quindi 14450. Con una media tra i 4'09'' ed i 4'10''.
Considerati il periodo ed il tipo di allenamenti che sto conducendo, lo considero un buon allenamento di CV.
Sono contento, più che per il risultato, su cui non mi ero fatto particolari illusioni, per l'ambiente simpatico che ho scoperto. Mamme con bambini pascolavano nel campo da calcio, donzellette in costume da bagno si sollazzavano vicino ai gazebo, frighi carichi di birra e ottimo vino attendevano di essere alleggeriti dalle bottiglie, dai salami e dalle mezze forme di formaggio. Durante la gara sono stato più volte investito da zaffate di succulente griglie crepitanti e gocciolanti adipe suino e cariche di polenta abbrustolita.
Insomma, molto più che una manifestazione sportiva... una Woodstock salutista!
PS: a proposito, ho visto il Poiana dell'Intrepida Mariano, super tatuato e mio riferimento a tutte le gare qui intorno. Non so come si è piazzato, ma devo dargli atto che, avendo corso dalle 16 alle 17, ce l'ha avuta più dura di me.
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